CURARSI NATURALMENTE

Sito a cura di
Cristiana Santini
Naturopata


PERUGIA
Via del Macello, 4
338.4902300


I MIEI SUGGERIMENTI PER IL BENESSERE:




Lamentela? No grazie! Preferisco la gratitudine

venerdì 2 gennaio 2015

Quante volte abbiamo dedicato (o meglio sprecato) il nostro tempo a rimuginare su ciò che non va nella nostra vita? Un lavoro frustrante, una relazione di coppia difficile, una pesante situazione economica, le incomprensioni familiari possono assorbire molta della nostra energia, soprattutto se, dopo aver affrontato ciò che in qualche modo non ci piace, entriamo nel ruolo della vittima e ci facciamo così travolgere da pesanti ondate di negatività.

Facciamo a questo proposito alcune riflessioni:

- la lamentela non porta ad alcun risultato. Amareggiarsi sterilmente per qualcosa che non va secondo i nostri piani non ci aiuterà a cambiare in alcun modo la situazione. Se ci limitiamo a ripetere all’infinito, a noi e a chi avrà la pazienza di ascoltarci (fino a quando resisterà alla pesantezza dei nostri sfoghi) che la vita è stata avara con noi, che non ci meritavamo tutto questo, che siamo una vittima innocente dell’egoismo altrui, percorreremo semplicemente una strada senza uscita. Alla fine della lamentela, non arriveremo ad alcuna soluzione, ed invece di “svoltare” verso differenti possibilità di comprensione del problema, troveremo un muro che ci chiuderà l’accesso ad altre risorse.

- La nostra mente è una sorta di computer, che registra e ripropone i programmi che noi andiamo ad installare. Se installiamo programmi funzionali, improntati al pensiero positivo, alla fiducia, alla gratitudine, ne saremo progressivamente contagiati in modo positivo. Se installiamo programmi disfunzionali, legati alla lamentela, al biasimo, al giudizio, vivremo in un vortice sempre più caotico di negatività. Ricordiamoci che siamo il prodotto dei nostri pensieri, e che diventiamo ciò a cui pensiamo per la maggior parte del tempo. Pensiamo in modo amaro, scettico, giudicante, in termini di ristrettezza? Saremo noi stessi amari, scettici, giudicanti, con pochi mezzi. Cerchiamo di coltivare il pensiero positivo, la gratitudine, l’amorevolezza? Progressivamente il nostro io si conformerà a questi pensieri.

- Ricordiamo infine che esiste anche la legge dell’attrazione, o legge del boomerang, in base alla quale l’Universo ci risponde in risonanza con le vibrazioni energetiche che noi emaniamo. Se abbiamo pensieri distruttivi, la vita ci presenterà altre situazioni in cui “sfogare” la nostra distruttività. Se giudichiamo, saremo giudicati. Se invece ci avviciniamo agli altri, ed alle varie situazioni quotidiane, con atteggiamento sereno e benevolente, in un modo o nell’altro questa benevolenza ci tornerà indietro.

Ma come fare a smettere di lamentarsi e sviluppare il pensiero positivo quando in famiglia ci sono incomprensioni, i colleghi ci stressano, il lavoro ci sembra monotono e demotivante, le risorse economiche scarseggiano? Impariamo a spostare la prospettiva da cui guardiamo le cose, e invece di concentrarci su ciò che non va, facciamo lo sforzo di focalizzare la nostra attenzione su ciò che funziona nella nostra vita.

E se andasse davvero tutto male e non ci fosse nulla che funzioni? Pensiamo a questo. Respiriamo? Significa che SIAMO VIVI. Stiamo leggendo questo articolo? Significa che abbiamo occhi per leggere e pensiero per comprendere. E se siamo arrivati fino a questo punto della lettura, probabilmente siamo anche animati da una certa buona volontà di migliorare. E allora, se siamo vivi e vogliamo intraprendere la strada della crescita personale, iniziamo ad allenarci nutrendo la nostra mente di buon cibo.

Il primo alimento davvero nutriente e fortificante per la mente si chiama gratitudine.Incominciamo a svilupparla per il fatto di essere ancora qui, a vivere la nostra avventura sulla Terra. Quindi, impariamo ad essere consapevoli, e di conseguenza grati, delle piccole cose quotidiane. Esse sono brevi momenti durante i quali riusciamo a dimenticarci dei nostri problemi, e concediamo un po’ di tregua alla nostra mente affaticata.

Qualche piccola-grande cosa che ci aiuti a sperimentare la gioia della consapevolezza e della contemplazione? Pensiamo alla meraviglia di un paesaggio innevato, o magari splendente di sole, all’intensità di un cielo stellato da contemplare fuori città, al rumore delle onde sulla spiaggia (Eschilo parlava del “sorriso del mare”), all’incanto del viso dei piccoli, alla piacevolezza di una doccia calda e profumata dopo una giornata di lavoro, al sorriso che qualcuno ci regala.

Ripartiamo da qui. Dall’essere grati perché, anche la vita che viviamo non è esattamente come l’avevamo immaginata e sognata, dentro la gabbia di legno della nostra quotidianità esiste un usignolo d’oro, che presta le ali alla nostra anima e ci permette di sollevarci sopra le vicende che ci accadono senza sfuggirle, ma trovando la forza e la fiducia per migliorare ciò che possiamo cambiare, ed accettare serenamente ciò che non è in nostro potere modificare. Solo attraverso questo grato “andare oltre” i problemi, senza ignorarli, ma senza neppure ingigantirli con le nostre lamentele, troveremo la chiave per affrontarli in modo diverso e accedere con serenità alle nostre risorse interiori per un cambiamento davvero significativo. Buona gratitudine a tutti.

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In forma dopo le Feste: una buona depurazione

giovedì 1 gennaio 2015

Durante le feste di fine anno è praticamente scontato che tutti i buoni propositi in senso alimentare vengano totalmente disattesi. Si comincia con il cedere a qualche dolce della tradizione, a cibi più grassi e calorici che abbondano nelle nostre tavole natalizie, ed alla fine lo strappo alla regola diviene la regola stessa. Mai come nel periodo successivo alle feste è dunque necessario attivare una procedura di profonda depurazione dell’organismo, che permetta di rimettersi in piena forma e di rivitalizzare il corpo, disintossicando e tonificando tutti gli apparati.

Vediamo come fare per predisporre un piano alimentare, da attuare per un periodo massimo di due settimane, che risponda a queste necessità. Innanzitutto cerchiamo di fare nostre queste fondamentali regole.

1) Teniamo sempre presente la necessità di assicurare all’organismo la giusta idratazione. Assumere acqua e altri liquidi, come il the verde e gli infusi, permetterà di eliminare le tossine accumulate, e se in un primo tempo questa pratica potrà causare una sensazione di gonfiore, con un po’ di pazienza e costanza i risultati non si faranno attendere in termini di maggiore energia e lucidità, in quanto il corpo si andrà progressivamente liberando degli accumuli tossici.

2) Dedichiamo un’attenzione particolare alla frutta ed alla verdura di stagione, che abbondano di vitamine, oligoelementi e sali minerali preziosi per la nostra depurazione. In questo senso sono vivamente consigliati i centrifugati, ottenuti mediante uno speciale apparecchio (la centrifuga) che separa la fibra di verdura e frutta dai rispettivi succhi. I centrifugati hanno un’eccezionale azione disintossicante e rigenerante. I succhi estratti dal processo di centrifugazione contengono infatti elementi nutritivi in alte concentrazioni, spesso carenti nella dieta moderna, e soprattutto nel tipo di alimentazione assunta durante le feste, a causa dei vari processi di raffinazione cui è sottoposto il cibo “industriale”. I succhi contengono inoltre cospicue quantità di antiossidanti (betacarotene, magnesio, zinco, manganese, selenio, vitamina C) in forma immediatamente disponibile, in quanto, in assenza di fibre, l’intestino svolge il suo lavoro di assorbimento in modo molto più rapido. I centrifugati più utili, dal nostro punto di vista, prevedono le seguenti combinazioni: a) mele e carote ; b) mele, carote e sedano, c) carote, sedano e limone; d) lattuga, radicchio e limone; e) finocchio, carote e limone. I centrifugati vanno assunti immediatamente dopo la preparazione. Se tuttavia si sta molto tempo fuori casa, è possibile prepararli in anticipo, conservarli in un thermos a pareti scure e aggiungere, al momento della consumazione, del succo di limone, che ha proprietà antiossidanti.

3) Assicuriamo al nostro organismo la “calma insulinica”. L’insulina è l’ormone, prodotto dal pancreas, che regola il transito degli zuccheri nel sangue e trasmette alle cellule adipose l’ordine di accumulare grasso. Dopo gli abbondanti pasti festivi, eccessivamente ricchi di zucchero, questo ormone, che è stato immesso nel sangue in concentrazione particolarmente elevata, per abbassare il livello ematico di glucosio, ed ha favorito la formazione nel tessuto adiposo di lipidi (il grasso in più che ci ritroviamo addosso dopo le feste), ha bisogno di “riposare”. Questo obiettivo può essere raggiunto assumendo diversi piccoli pasti al giorno, in modo da non lasciare mai lo stomaco completamente vuoto, evitando quel continuo desiderio di cibo che ha caratterizzato il periodo delle festività.

4) Non dimentichiamo, infine, l’importanza di infusi e decotti ad effetto depurativo. Si useranno piante i cui principi attivi hanno un effetto stimolante sugli organi emuntori (reni, pelle, fegato, intestino), affinché l’attività di depurazione venga svolta in modo completo.

Ferme queste regole generali, indichiamo un piano di alimentazione depurativo post festività, che comunque non potrà essere protratto per più di due settimane ed in ogni caso andrà sottoposto ad una preventiva valutazione da parte del medico che conosce la nostra storia clinica.

Al risveglio: due bicchieri d’acqua tiepida;
colazione: 200 grammi di centrifugato con un cucchiaino di miele;
ore 10: una o due tazze di the verde dolcificato con un po’ di miele;
ore 11: una spremuta con un arancio, un quarto di limone, mezzo pompelmo;
ore 12: 200 grammi di centrifugato con un cucchiaino di miele

Pranzo: 250 grammi di frutta di stagione da mangiare senza buccia + un piatto di minestrone + un piatto di insalata mista (cercare di inserire verdure di tutti i colori). Due bicchieri d’acqua.
ore 16: una spremuta con un arancio, un quarto di limone, mezzo pompelmo:
ore 17: una tazza di the verde dolcificato con un po’ di miele;
ore 19: 200 grammi di centrifugato con un cucchiaino di miele

Cena: 300 grammi di verdure bollite (carote, spinaci, finocchi, bieta, zucchine) condite con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e poco sale (si può usare anche il sale iposodico, con basse quantità di sodio). Aggiungere un secondo a scelta tra a) 120 grammi di carne magra alla piastra o al vapore; b) 150 grammi di pesce al cartoccio o lessato o al forno; c) 80 grammi di tofu o di ricotta.

Prima di coricarsi: infuso depurativo. Farsi preparare dall’erborista un composto con 20 grammi di achillea fiori, 20 grammi di ortica foglie, 20 grammi di malva foglie e fiori, 20 grammi di melissa foglie, 10 grammi di tiglio fiori, 10 grammi di finocchio frutti. Utilizzare un cucchiaio da minestra del composto, da far macerare per 10 minuti in acqua portata a bollore. Filtrare e bere.

ATTENZIONE: Questo programma alimentare può essere seguito per una, massimo due settimane, dopodiché si ritornerà all’alimentazione normale, reintroducendo carboidrati (anche se in modica quantità e sempre da abbinare alle proteine, per favorire la già menzionata “calma insulinica). Noteremo in ogni caso che questa “rieducazione” alimentare non ci condurrà più ad esagerare con l’assunzione di cibi calorici e poco salutari.

Effetti del programma di depurazione
Questo piano alimentare, piuttosto povero di calorie (circa 1400 kcal al giorno), permette di ritornare in forma a livello di peso corporeo e di ridurre la massa grassa.
Inoltre:
- Migliora la digestione, in quanto la frutta e la verdura, preparate sotto forma di centrifugati e spremute, mettono a riposo stomaco, intestino e fegato.
- Durante tutta la giornata si avverte un più alto livello di energia.
- La pelle si reidrata. La produzione di sebo si riequilibra, l’epidermide diventa più luminosa, le estremità si sgonfiano, in quanto viene progressivamente eliminata la ritenzione idrica.
- Migliorano sonno e tono dell’umore. Grazie all’apporto di zuccheri “buoni” che stimolano la produzione di serotonina (un neurotrasmettitore che interviene sul tono dell’umore e sul sonno), si riducono eventuali stati d’ansia e diminuisce il senso di stanchezza e di irritabilità.
- Si riesce a controllare in maniera molto più efficace la quantità di cibo da assumere. Il programma infatti, favorendo l’equilibrio glicemico (cioè un giusto e costante livello di zuccheri nel sangue), evita improvvisi cali di zuccheri che scatenano gli incontrollati attacchi di fame.

Un Luminoso Anno a tutti.

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Colesterolo sotto controllo in modo naturale

domenica 14 dicembre 2014

Il colesterolo è un alcol appartenente alla famiglia degli steroli e presente in tutte le cellule ed i liquidi dell’organismo. Si tratta di un componente importante, di cui non è possibile fare a meno, in quanto il suo nucleo chimico si trova in molti fattori del nostro organismo, come i sali biliari e molti ormoni, compresi quelli sessuali. Senza questi componenti la vita ed il suo mantenimento sarebbero assolutamente impossibili.

Finché il colesterolo viene trasportato nel sangue in quantità normali, non si pone alcun problema; la situazione cambia, invece, quando la sua quantità supera certe concentrazioni, in quanto l’ipercolesterolemia (colesterolo alto) costituisce un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.

Contrariamente a quello che molti credono, tuttavia, anche in presenza di livelli di colesterolo superiori a 200, non possiamo parlare di maggiore predisposizione a patologie cardiovascolari se il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo “buono” (o HDL) è compreso tra 4 e 5. Se infatti il colesterolo “cattivo” (LDL) tende a creare dei depositi che ostruiscono le arterie, quello “buono” (HDL) lo va a neutralizzare, ripulendo le pareti dei vasi e impedendo la formazione dei depositi sopra accennati (le cosiddette placche aterosclerotiche), prima di rifluire verso il fegato per essere metabolizzato.

Fondamentale nel trattamento del’ipercolesterolemia è una alimentazione corretta, supportata anche dall’aiuto della fitoterapia. Con queste semplici strategie, senza ricorrere alle statine di sintesi, non prive di effetti collaterali, sarà possibile mantenere i livelli di colesterolo entro un range ottimale e contribuire alla salute di cuore e arterie.

Partiamo dall’alimentazione. Ecco alcuni principi da tenere ben presenti:

1) Sì al consumo abituale di cibi capaci di innalzare l’HDL. Tra i principali: aglio, arance, broccoli, cioccolato fondente, cipolla, olio di oliva, di sesamo e di lino, mele, pompelmo, rapa rossa, soia.
2) Sì al pesce azzurro e alla frutta in guscio, fonti di acidi grassi essenziali omega 3, capaci di influire positivamente sul rapporto HDL/LDL.
3) Sì al consumo abituale di vegetali quali legumi e frutta a volontà. Entrambi assicurano infatti importanti quantità di fibre solubili, formando nell’intestino una massa gelatinosa che riduce l’assorbimento del colesterolo.
4) No ai grassi idrogenati (anche chiamati grassi trans o transesterificati), abbondantemente presenti nei prodotti da forno industriali (merendine ed altri “spezzafame” similari). A differenza dei grassi monoinsaturi e polinsaturi, assolutamente sani, queste sostanze sono nocive e alterano la capacità dell’organismo di regolare in senso fisiologico la produzione autonoma di colesterolo.
5) No all’assunzione di carboidrati da soli, che sono i precursori del colesterolo, e possono favorire la creazione di “picchi glicemici”. Occorre invece determinare una situazione di stabilità dell’insulina, un ormone attivatore tra l’altro dell’enzima deputato alla sintesi del colesterolo (l’HMG-CoA-reduttasi, proprio quello su cui agiscono le statine, i farmaci più prescritti contro il colesterolo). Lo stato di “calma insulinica” si potrà favorire abbinando a ogni pasto proteine e carboidrati in proporzioni equivalenti, preferendo cereali integrali a quelli raffinati e suddividendo l’apporto calorico in modo equilibrato nei diversi momenti della giornata.
6) No alle fritture, che sottopongono a stress il fegato, organo attraverso il quale il colesterolo viene metabolizzato.

Ed ora alcuni consigli tratti dalla fitoterapia.

Una pianta davvero preziosa per il controllo del colesterolo è la Garcyna cambogia, proveniente dall’India, che grazie al suo principio attivo, l’idrossicitrato, agisce direttamente a livello metabolico con effetto ipocolesterolemizzante (cioè riduttivo del colesterolo).

Rimedio eccellente è anche Olea europea, l’olivo, che, in affiancamento a Juniperus communis, il ginepro, svolge un efficace lavoro di drenaggio degli organi emuntori, che sono deputati allo smaltimento delle tossine.

Un colloquio con un naturopata esperto permetterà di calibrare il trattamento fitoterapico alle specifiche esigenze del soggetto.

Infine, non dimenticare di:

- fare movimento in modo regolare e costante: bastano 45 minuti al giorno di camminata a passo sostenuto. Infatti l’esercizio fisico stimola la produzione di HDL (il colesterolo buono) che come abbiamo detto ha un’efficacia protettiva.

- bere molta acqua fuori dai pasti, per favorire un’azione disintossicante dell’intero organismo.

Buon lavoro a tutti!

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Cacao: il cibo degli dei per tenere sotto controllo l'umore

mercoledì 30 novembre 2011

Il nome botanico della pianta del cacao è theobroma, parola greca che deriva da theos (dio) e broma (bevanda), proprio allo scopo di sottolineare la speciale delizia che si prova nel gustare questo cibo, a buon diritto ritenuto, nel tempo antico, di provenienza celestiale. Oggi il consumo di cioccolato è spesso oggetto di accese dispute, perché da un lato i suoi sostenitori ne fanno un uso molto disinvolto, talvolta eccessivo e sconsiderato, incorrendo in inevitabili aggravi sul fabbisogno calorico quotidiano, e dall'altro lato i suoi "detrattori" lo considerano un cibo da evitare in modo totale ed assoluto, perché potenzialmente in grado di scatenare allergie ed infiammazioni, oltre al tanto temuto aumento di peso. Occorre tuttavia fare un po' di chiarezza su questo alimento così particolare, individuandone pregi ed inconvenienti.

Parlando dei pregi, andiamo ad individuare i principi attivi contenuti nei semi di cacao. Innanzitutto va considerata la teobromina, un elemento simile alla caffeina, e quindi idoneo a stimolare il sistema nervoso. A giuste dosi, può migliorare riflessi e concentrazione, assicurare una maggiore lucidità mentale e garantire un effetto rilassante sula muscolatura liscia dell'apparato digerente. E' quindi raccomandabile assumere un po' di cioccolato dopo pranzo, soprattutto se ci aspetta un pomeriggio di intenso lavoro: ci aiuterà a digerire e a mantenere attenzione e concentrazione.

Nel cacao è inoltre contenuta la feniletilamina, che nel cervello si lega agli stessi recettori delle anfetamine e fornisce energia immediatamente disponibile; ottima dunque l'abitudine di sciogliere in bocca un po' di cioccolato prima di una gara o di una qualsiasi performance sportiva.

Non va infine trascurato che l'assunzione di cacao stimola la produzione, da parte del cervello, di endorfine, sostanze con effetti simili agli oppiacei, in grado di ridurre sensibilmente il dolore e di favorire uno stato d'animo tranquillo e positivo. E' quindi certamente consigliabile fare un moderato uso di cioccolato quando il tono dell'umore è un po' in calo.

Se dunque il cacao apporta sicuri benefici, non possiamo, tuttavia, neppure trascurare che il suo uso eccessivo può dar luogo a qualche inconveniente. Innanzitutto, il contenuto calorico: se il cioccolato da noi preferito è quello al latte, magari con nocciole, mandorle o uvetta, ogni etto di questo prezioso "cibo degli dei" ci procurerà un apporto di oltre 600 calorie. Se invece optiamo per il cioccolato fondente, il contenuto calorico sarà inferiore, aggirandosi sulle 540 calorie all'etto, e, soprattutto, l'alimento risulterà privo di colesterolo.

In secondo luogo, la presenza di feniletilamina e di teobromina, a fronte di un consumo eccessivo, possono produrre gli stessi effetti di un abuso di caffè: sovraeccitazione, tensione muscolare, crampi, insonnia, irritabilità. Siamo dunque prudenti, soprattutto se soffriamo d'ansia e la qualità del nostro sonno non è ottimale.

Infine, particolare vigilanza è richiesta a chi soffre di problemi gastrointestinali e soprattutto di reflusso gastroesofageo: la teobromina, infatti, ha un'azione rilassante sul cardias, la valvola che si trova tra l'esofago e lo stomaco, e ciò potrebbe permettere un passaggio di acidi che accentuano la sensazione di bruciore avvertita da chi presenta questa problematica.

In sintesi: non priviamoci, soprattutto durante la stagione invernale, del cioccolato, in modo particolare quando le lunghe ore di buio mettono a dura prova il tono del nostro umore. Osserviamo, tuttavia, questi semplici accorgimenti:
- Usiamo preferibilmente cioccolato fondente (con un quantitativo di cacao compreso tra il 60% e l'85%, a seconda dei gusti);
- Siamo parsimoniosi, inserendolo nella nostra dieta in misura di uno-due quadratini a giorni alterni.
- Evitiamo il consumo, soprattutto la sera, se soffriamo di ansia ed insonnia, oppure di reflusso gastroesofageo.
Con queste precauzioni, noteremo un innalzamento del tono dell'umore ed anche un miglioramento generale delle nostre prestazioni psico-fisiche, senza incorrere in fastidi o disturbi di alcun tipo.
Buon cioccolato a tutti.

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Rock Water e Walnut: i fiori amici della mente

sabato 29 ottobre 2011

Ho avuto, alcuni giorni orsono, un incontro con una giovane conoscente che mi riferiva di sentirsi "la testa chiusa", cioè appesantita, a livello fisico, da una "specie di cortina nebbiosa". Approfondendo il colloquio, è emerso che la sua vita, da un certo tempo a questa parte, era contrassegnata da atteggiamenti ripetitivi, rigidi ed un po' ossessivi. Ogni possibilità di improvvisazione, di apertura e di flessibilità si era, nel tempo, spenta, e, di conseguenza, anche il benessere interiore aveva lasciato il posto ad uno stato d'ansia e di disagio generalizzato.
Può accadere, durante il percorso esistenziale, che la nostra mente, pur seguitando a funzionare in maniera assolutamente adeguata dal punto di vista cognitivo, si blocchi riguardo alla possibilità di aprirsi alle novità che la vita le presenta. La persona svolge il proprio lavoro, magari anche in modo eccellente, continua ad attendere alle proprie quotidiane attività, ma agisce in modo quasi automatico, come obbedendo a dei principi e a delle abitudini che devono restare sempre uguali.
La mente "bloccata" diventa diffidente: preferisce ripetere azioni che ha già compiuto piuttosto che avventurarsi in territori sconosciuti. Parte dal presupposto che ciò che ha funzionato in passato, possa funzionare anche nel presente, e tutto ciò che esula dal già noto crea sospetto e scarsa accettazione.
Di fronte ai problemi, la mente "bloccata" cerca di aumentare il controllo dal punto di vista razionale, scaccia tutto ciò che la distrae dall'obiettivo di fondo, che consiste nel non cambiare le cose per assicurarsi un'apparente tranquillità e non rischiare sgradite sorprese.
Con queste premesse, il futuro non può che creare ansia, soprattutto per il timore di non riuscire a mantenere sempre il pieno controllo delle situazioni.
Chi di noi non ha sperimentato queste momentanee fasi di chiusura della nostra mente? Quante volte, di fronte ad una perdita importante, (abbandono da parte di una persona cara, fine improvvisa ed inaspettata di un amore, perdita del lavoro), abbiamo sperimentato questo senso di rigidità interiore, di ipercontrollo razionale sui nostri sentimenti ed emozioni, di ostinato e assoluto attaccamento ai consueti binari, pur di non esporci a nuove esperienze, dagli esiti sconosciuti ed imprevedibili, e quindi potenzialmente pericolosi? Prima che la nostra mente possa abituarsi a questo rigido schema organizzativo, utile quando si deve temporaneamente far fronte ad una situazione di emergenza, ed occorre quindi chiudersi un po' nel proprio "guscio", ma poi disfunzionale nel lungo periodo, perché in grado di originare ansia e depressione, occorre chiedersi se si è disposti ad aprirsi, anche solo gradualmente, a qualche tentativo di flessibilità nella propria vita.
Saranno, a questo proposito, utilissimi due fiori di Bach: Rock Water e Walnut.
Rock Water è altamente indicato per armonizzare stati d'animo molto rigidi, che si sostanziano nell'autoimposizione di una ferrea disciplina, con alti ideali e rigorose direttive morali, che, per quanto apprezzabili, soffocano spesso, attraverso le continue rinunce, la gioia vitale, e potrebbero arrivare a negare i più importanti bisogni umani. Rock Water aiuterà la persona a lasciarsi progressivamente guidare dal flusso della vita, senza più timore di perdersi, ma anzi riconoscendo a tutti gli aspetti del proprio sé il diritto di esistere e di trovare integrazione, lasciando che le situazioni si sviluppino naturalmente, e rimanendo aperto a nuove conoscenze ed esperienze.
Walnut, invece, è in grado di armonizzare lo stato interiore di coloro che avrebbero deciso di fare un passo avanti nella propria vita, ma non sanno liberarsi di vecchi schemi mentali, da abitudini consolidate, o dalle ombre del passato, perdendo in tal modo la possibilità di aprirsi con atteggiamento meno diffidente ai mutamenti ed alle novità.
Walnut è un'essenza floreale tratta dal noce, albero che ha la caratteristica di perdere le sue foglie, al sopraggiungere dell'autunno, in maniera sorprendentemente rapida rispetto agli altri alberi, rivelando in tal modo una forte predisposizione al cambiamento. Inoltre, il suo frutto rappresenta quanto di più simile al cervello umano si possa trovare in natura. Secondo la teoria naturopatica delle "segnature", secondo la quale esiste una certa affinità, di forma, di consistenza o di colore, tra le diverse parti del corpo umano ed alcune piante, Walnut sembra il rimedio d'elezione per trattare chi è troppo "cerebrale", e proprio a causa di questa eccessiva razionalità tende ad autolimitarsi e a trattenersi dalla possibilità di vivere esperienze nuove e creative.
I due fiori andranno assunti dopo aver fatto preparare (in farmacia od in erboristeria) una apposita boccetta da 30 ml con contagocce, che contenga entrambe le essenze. Si stilleranno quindi in bocca, sotto la lingua, 4 gocce della preparazione acquistata per 4 volte al giorno, lontano dai pasti. Le gocce andrebbero trattenute qualche secondo sotto la lingua prima di essere ingerite, per permettere ai recettori sublinguali di far entrare in circolo più rapidamente i principi attivi.
La durata del trattamento varia in base alla situazione specifica; quando comunque ci accorgiamo che siamo riusciti a liberarci da una eccessiva tendenza alla pianificazione, riprendiamo gusto per un minimo di improvvisazione, e ci sentiamo nel complesso più aperti e flessibili, possiamo ritenere completato il processo di trasformazione.
Buona mente a tutti.

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Umore triste: cerchiamo aiuto nella luce solare

martedì 11 ottobre 2011

Durante i cambi di stagione, e soprattutto nel periodo di passaggio dall'estate all'autunno, lo sforzo di adattamento che il nostro organismo deve compiere per adeguarsi alle nuove temperature ed alle ore di luce ridotte può causare uno stress che si traduce in calo del tono dell'umore, tristezza, apatia, riduzione d'interesse nelle attività abituali. Numerosi studi scientifici hanno individuato la causa di questo fenomeno nell'alterazione dei ritmi biologici, quella sorta di "orologi interni" di cui tutti siamo dotati e che vengono regolati dalle variazioni dell'ambiente esterno (luce-buio, estate-inverno). Tale alterazione genererebbe cambiamenti nella produzione di alcuni ormoni e neurotrasmettitori; in particolare verrebbe scoraggiata la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore la cui carenza determina la tendenza alla depressione.
Quando dunque il cattivo umore ci assale per improvvisi mutamenti metereologici o climatici, possiamo in primo luogo ricorrere ad un aiuto naturale gratuito, sempre disponibile e soprattutto efficace: la luce solare.

Ne sanno qualcosa i popoli dei paesi nordici, che cercano di aumentare con ogni espediente la quantità di sole nella loro vita quotidiana, per esempio eliminando tende spesse dalle finestre e dotando le proprie case di grandi vetrate rivolte al sud.
Ma qual è l'effetto della luce solare sul nostro organismo?
Va innanzitutto chiarito che noi ci nutriamo di sole, così come di aria e di acqua. Basti pensare che attraverso la frutta e la verdura, che dovremmo quotidianamente assumere nella nostra dieta in buona quantità, andiamo ad assorbire carbonio, ossigeno, idrogeno ed azoto, che le piante sintetizzano attraverso la luce solare e che, nello stesso tempo, sono gas indispensabili alla nostra vita.
La luce naturale inoltre regola il sonno, la temperatura corporea, la pressione arteriosa, la moltiplicazione delle cellule, funzioni queste che possono risultare alterate se si vive in ambienti poco luminosi o illuminati sempre artificialmente.
Se pensiamo infine che i raggi ultravioletti facilitano la produzione di vitamina D, fissando il calcio nelle ossa, e che stimolano la produzione della serotonina, il neurotrasmettitore responsabile del buonumore, non avremo più dubbi sull'opportunità di ricorrere quotidianamente a questa eccellente fonte di salute.
Ovviamente la modalità più benefica di esposizione alla luce solare si avrà proprio nel periodo non estivo, quando il nostro organismo ne ha maggiormente bisogno, e soprattutto quando il calore, dolce e moderato, non presenta gli effetti nocivi dell'irraggiamento di luglio ed agosto. Approfittiamo dunque, in autunno, inverno e primavera, di una piacevole pausa in terrazza o di una passeggiata all'aria aperta nelle ore centrali della giornata; nei limiti del possibile, e finché la temperatura lo consente, cerchiamo di tenere scoperti il viso, le braccia e le gambe.
Proviamo inoltre ad eliminare gli occhiali da sole e proteggiamoci eventualmente con un cappello a visiera. Infatti, perché i raggi ultravioletti possano attivare tutte le funzioni più sopra descritte, è necessario che il cervello riceva l'informazione attraverso la retina, processo questo che risulterebbe ostacolato dalla presenza di qualunque tipo di lente. Non preoccupiamoci, infine, se in autunno e soprattutto in inverno le giornate di sole sono rare; la luce solare produce i suoi benefici anche quando viene filtrata attraverso le nuvole. Se proprio non fosse possibile un'esposizione vera e propria, sarà già efficace assumere l'abitudine di "stare in finestra" e guardare una porzione di cielo per almeno una decina di minuti, godendo della luminosità naturale che in ogni caso sarà recepita positivamente dal nostro organismo. L'importante è che la luce venga sempre ricevuta in modo diretto, e non attraverso un vetro.
Avremo così modo di migliorare il tono dell'umore, dormire in modo più profondo e ristoratore, regolare la pressione arteriosa, curare eventuali stati acneici, in quanto i batteri responsabili vengono distrutti dai raggi del sole, e sperimentare, in definitiva, una gradevole sensazione di ritrovato benessere generale. Buon sole a tutti.

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Depurazione dalle tossine: una pratica salutare al cambio di stagione

martedì 4 ottobre 2011

Spesso si è portati a pensare che la depurazione dell'organismo sia una sorta di "fase preparatoria" alla successiva cura. In realtà, questa pratica salutista va correttamente intesa nelle sue caratteristiche di fondo. Non si tratta, infatti, di un semplice rimedio "preventivo", ma di un vero e proprio trattamento riequilibrante, in grado di riattivare le risposte di autoguarigione dell'organismo.
Quando ancora non si faceva ricorso ai farmaci di sintesi, il primo, basilare approccio al disagio fisico consisteva nell'applicazione di trattamenti diretti ad eliminare scorie, tossine, ristagni e processi infettivi. L'obiettivo era di disintossicare il corpo per permettere alle naturali energie della vita di riprendere a scorrere liberamente, riportando l'organismo all'originario stato di salute e di benessere.
Solo negli ultimi cinquanta anni alcune scuole di pensiero hanno divulgato il messaggio che il corpo non sarebbe mai in grado di guarire da solo, trascurando la "vis medicatrix naturae", la forza risanatrice della natura, che, secondo la scuola medica salernitana, (da cui è originata la moderna naturopatia), è alla base della risoluzione spontanea di molte piccole problematiche psico-fisiche quotidiane.
Quando dunque il corpo manda segnali di stanchezza e irritabilità, la digestione è rallentata, si avverte ritenzione di liquidi e senso di gonfiore, testa pesante e senso di malessere vago ma diffuso, è il momento di comprendere che l'organismo è sovraccarico di tossine da eliminare. Più che di farmaci, dunque, in questo caso abbiamo bisogno di espellere dal nostro organismo le scorie che a vario titolo si sono andate ad accumulare al suo interno.
Ma in cosa consistono, in concreto, queste scorie?
Possiamo distinguere, in prima approssimazione, tra tossine endogene ed esogene.
Le tossine endogene sono rappresentate dai radicali liberi che dell'ossigeno che si formano durante i normali processi metabolici, e dalle sostanze di scarto del metabolismo. Le tossine endogene possono aumentare in certe particolari situazioni, come nel caso di stress prolungato, di attività fisica molto intensa, di pasti abbondanti ed ipercalorici. Le tossine esogene, invece, penetrano nell'organismo attraverso l'alimentazione, la respirazione e la pelle. Sono gli additivi chimici contenuti in molti cibi, i prodotti di scarto dei farmaci, i metalli pesanti, (piombo, mercurio, alluminio, cadmio, nichel, che danneggiano cuore, sistema nervoso, cervello e tolgono ossigeno ai tessuti), le polveri ambientali, lo smog ed il fumo.
Come procedere ad una sistematica eliminazione di tutti questi prodotti di scarto?
In questo senso devono essere particolarmente presi in considerazione gli organi emuntori, cioè quegli organi che, nel nostro corpo, hanno la specifica funzione di espellere scorie e tossine. Sono il fegato, i reni, l'intestino e la pelle, i naturali "depuratori" dei processi che avvengono nel corpo, ed ai quali si deve garantire, con opportune strategie, una piena e perfetta funzionalità.
Solo così potremo eliminare in modo efficace tutto ciò che di "vecchio" e quindi di inservibile si è andato ad annidare nel nostro organismo, togliendo spazio al libero scorrere delle energie vitali.
L'autunno appena iniziato è un momento ideale per impostare una buona pratica depurativa: dunque approfittiamone!
Cominciando dal fegato, va ricordato che si tratta di una ghiandola dalle numerose e preziosissime funzioni: produce infatti la bile, necessaria per digerire i grassi, è coinvolto nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi, disintossica, rielaborandole, numerose sostanze nocive introdotte nell'organismo o prodotte dallo stesso, e contiene cellule in grado di eliminare le sostanze nocive trasportate dal sangue.
Il fegato può essere efficacemente rigenerato con un trattamento fitoterapico così strutturato: al mattino, a digiuno, assumere 30 gocce di bardana in tintura madre, a metà mattina 30 gocce di carciofo in tintura madre, a metà pomeriggio 30 gocce di tarassaco in tintura madre. Le gocce vanno diluite in mezzo bicchiere d'acqua, da sorseggiare lentamente, dopo aver trattenuto il liquido qualche secondo sotto la lingua.
Particolare attenzione, in questo contesto, richiedono anche i reni, la cui funzione principale è quella di filtrare il sangue isolando i prodotti di rifiuto del metabolismo, che vengono poi espulsi con l'urina. A questo compito fondamentale, si aggiunge anche il ruolo che i reni svolgono per regolare il volume dei liquidi corporei, e per mantenere l'equilibrio acido-base (il PH del sangue). Potremo sostenere i reni nel loro lavoro facendo ricorso, anche in questo caso, alla fitoterapia: un'ottima tisana diuretica è composta da betulla foglie (g 30), ortica foglie (g 30), ortosiphon foglie (g 20), e uva ursina foglie (g 20). Sono tutte piante che uniscono all'azione diuretica anche proprietà remineralizzanti e disinfettanti delle vie urinarie. Si porrà in infusione per 10 minuti, in una tazza d'acqua bollente, un cucchiaio della miscela come sopra indicata; si procederà quindi a filtrare e a bere lontano dai pasti 3 volte al giorno, a giorni alterni.
Una efficace pratica depurativa non può certo trascurare la cura dell'intestino,deputato all'assimilazione del cibo ed allo smaltimento delle sostanze di rifiuto, e così sensibile alle sollecitazioni interne ed esterne da essere definito il nostro "secondo cervello". Anche in questo caso, l'effetto depurativo può essere garantito con l'utilizzo di una tisana composta da erbe ad azione lenitiva ed emolliente, adatta sia in caso di stipsi che di diarrea. In particolare, si prepara una miscela composta di altea radici (g 20), malva foglie (g 30), melissa fiori (g 30) e finocchio frutti (g 20). Si pone in infusione per 7 minuti circa un cucchiaio della miscela sopra descritta, si filtra e si beve lontano dai pasti 3 volte al giorno, a giorni alterni.
Infine la pelle potrà essere aiutata nella sua funzione di eliminazione delle tossine attraverso una tisana "diaforetica", cioè stimolante della sudorazione. In questo caso la miscela è composta da tiglio fiori (g 30), sambuco fiori (g 30), zenzero radice (g 20) e salsapariglia radice (g 20). Porre in infusione per 10 minuti un cucchiaio di miscela in acqua bollente, filtrare e bere al mattino, a digiuno, una volta al giorno.
I trattamenti fitoterapici dovranno essere seguiti per un mese, e quindi ripetuti all'inizio della primavera.
Non dimentichiamo infine di nutrirci con abbondante frutta e verdura biologica, preferibilmente senza scartare la buccia: le fibre in essa contenute aiuteranno infatti a "spazzolare" le pareti dell'apparato digerente, facilitando il processo di depurazione.
Un ultimo suggerimento: ricordiamo che anche i pensieri negativi hanno un elevato grado di tossicità. Cerchiamo quindi di attenuare ansia, stress, idee opprimenti e svalutanti, che appesantiscono psiche e corpo, creando malessere e sottraendo energia; anche la depurazione psichica è un passo importante per stare meglio ed affrontare la stagione invernale con rinnovata energia e sano equilibrio.

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Memoria: un aiuto naturale per gli studenti in difficoltà

sabato 1 ottobre 2011

Dopo la pausa estiva, la ripresa delle consuete attività viene in genere vissuta con una certa pesantezza: il tempo a disposizione non è più gestito in libertà, ma deve essere necessariamente imbrigliato in ritmi spesso stressanti, ed i molti impegni che si susseguono nell'arco della giornata talvolta non lasciano pause di riposo e di ricarica delle energie profuse.Tutto l'organismo reagisce dunque a questo improvviso "richiamo all'ordine" con spossatezza, abulia, sonnolenza, scarsa concentrazione.
Il problema diventa più evidente per gli studenti, di nuovo alle prese con interrogazioni, verifiche scolastiche ed esami universitari. In questo periodo i giovani possono spesso avvertire un certo calo di tono generale, quando, costretti di nuovo per molte ore sui banchi di scuola o nelle affollate aule universitarie, devono rapidamente riadattare il proprio stile di vita alle nuove, pressanti scadenze. Lo sforzo ed il dispendio di energie richiesti all'organismo possono tradursi in cali di memoria, difficoltà di concentrazione e di mantenimento della stessa per periodi prolungati.
In questi casi, alcuni rimedi di tipo naturale possono rappresentare, per i nostri amici studenti, un aiuto efficace e privo di controindicazioni.
Innanzitutto, un organismo che debba riadattarsi alla ripresa di una costante ed intensa attività intellettuale necessita di una corretta idratazione: è quindi importante l'assunzione di almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno, da assumere a piccoli sorsi, soprattutto lontano dai pasti. Ciò aiuterà tutte le cellule, ed in special modo quelle cerebrali, a funzionare in modo più efficiente.
E' inoltre fondamentale eliminare sostanze tossiche quali superalcolici e nicotina, che in un primo momento stimolano il sistema nervoso, ma tendono a deprimerlo subito dopo, riducendo la qualità delle prestazioni riguardo alla memoria ed alla concentrazione. E' poi consigliabile un'alimentazione bilanciata, che tenga conto del giusto apporto di vitamine e sali minerali necessari allo sviluppo delle funzioni psichiche connesse alla memoria: in particolare saranno da privilegiare frutta (arance, mele, banane, l'ottima uva di stagione, prugne, mandorle, noci), e verdura (carote, cavoli, lattuga, pomodori), da assumere nella misura di almeno tre porzioni al giorno.
Gli studenti riusciranno a migliorare le proprie performances intellettuali anche assumendo al mattino 2 cucchiai da the di polline in granuli. Questa preziosa sostanza è infatti ricca di arginina, un aminoacido essenziale per lo sviluppo della memoria ed il mantenimento della concentrazione.
Infine, un ottimo rimedio tratto dalla fitoterapia: prima dei due pasti principali, assumere 50 gocce di Betula Verrucosa semi in gemmoderivato (nelle erboristerie) in mezzo bicchiere d'acqua. Sorseggiare lentamente, dopo aver tenuto il liquido sotto la lingua per qualche secondo: ciò permetterà un immediato assorbimento dei principi attivi. Proseguire per due mesi, pausa di un mese, e poi eventualmente riprendere il trattamento con lo stesso schema.
uono studio a tutti!

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Herpes labiale: quando l'energia viene repressa

lunedì 5 settembre 2011

L'herpes labiale è la più frequente tipologia di herpes simplex e consiste in un'eruzione eritematosa che si manifesta con una serie di vescicole raggruppate a grappolo e posizionate sulle labbra. Altre sedi dell'herpes simplex, più rare, possono essere le fosse nasali, l'occhio e la mucosa oro-faringea.
La sua comparsa è normalmente preceduta da bruciore e prurito, ed è riconducibile alla presenza nell'organismo di un virus che tuttavia, una volta entrato in contatto con l'organismo, non gli conferisce immunità. Ne deriva che l'herpes tende a recidivare, cioè si ripresenta ogni volta che il virus si "slatentizza", uscendo dal suo stato di quiescenza; ciò avviene quando nell'organismo si abbassano le difese immunitarie, in seguito ad uno stato febbrile, ad un disturbo digestivo, ad uno stress psichico o ad un notevole sforzo fisico.
Da un punto di vista simbolico, il bruciore dell'herpes rimanda al fuoco, e quindi può essere ricondotto ad una reazione dell'organismo quando un'energia emozionale viene in qualche modo repressa. E' facile, ad esempio, che un herpes faccia la sua comparsa dopo che un moto d'ira è stato nascosto, o quando, in generale, ci si impone un comportamento diverso da quello che si vorrebbe adottare. Il primo passo per prevenire questo disturbo è dunque quello di darsi il permesso di vivere liberamente le proprie emozioni, imparandole sì a gestire, ma senza reprimerle o soffocarle.
Un altro utile accorgimento, ai fini della prevenzione, consiste nell'assumere Echinacea in tintura madre per almeno un mese. E' una pianta dal potente potere antibatterico ed antibiotico, e serve a rimodulare efficacemente le difese immunitarie. Il dosaggio consigliato è di 25 gocce tre volte al giorno.
Se, tuttavia, l'eruzione fosse già comparsa, si possono effettuare toccature con una miscela costituita da un cucchiaio di olio d'oliva in cui saranno state diluite 2 gocce di tea tree oil, noto anche come olio di melaleuca. Si imbeve un cotton fiocc nella soluzione e lo si applica tre volte al giorno sulla zona colpita.
Durante gli attacchi di herpes andrebbe infine curata l'alimentazione, evitando i cibi ricchi di arginina, un aminoacido responsabile della riattivazione il virus: è quindi consigliabile rinunciare a cioccolato, noci, mandorle, arachidi e vino rosso. Sempre molto utile idratare adeguatamente l'organismo bevendo almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno (acqua e tisane alla rosa canina, eccellente rinforzante del sistema immunitario).

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Eleuterococco per sentirsi meglio al rientro dalle vacanze

martedì 30 agosto 2011

L'eleuterococco è una pianta officinale provvista di principi attivi revitalizzanti e antifatica. Soprattutto in questo periodo, quando, dopo la pausa estiva, si riprendono le consuete attività di routine, l'organismo potrebbe accusare un calo di energia dovuto alla difficoltà di riadattarsi alla nuova situazione.
L'eleuterococco, in questo senso, può rappresentare un efficace aiuto in quanto definito dalla farmacopea tradizionale "pianta adattogena".
In pratica, i suoi principi attivi permettono all'organismo di riattivare le proprie risorse psico-fisiche allo scopo di fronteggiare adeguatamente lo stress da rientro. L'effetto più evidente, che verrà riscontrato dopo qualche giorno di assunzione, consisterà in un generale miglioramento del tono psico-fisico e delle performances, il tutto associato ad uno stato di maggiore calma e concentrazione.
Per questo motivo, l'eleuterococco è pianta certamente raccomandabile in tutte le situazioni di stress, e quindi anche per studenti in periodo di esami e per chi, in ogni caso, svolga un'intensa attività intellettuale.
La più pratica modalità di assunzione consiste nell'utilizzare la tintura madre della pianta, nella misura di 20 gocce due volte al giorno (preferibilmente al mattino e nel primo pomeriggio), in mezzo bicchiere d'acqua. Il liquido andrà sorseggiato lentamente e trattenuto qualche secondo in bocca, prima della deglutizione.

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