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Tecniche di Rilassamento e Antistress

Definiamo stress una reazione di adattamento dell’individuo ad un evento esterno percepito come minaccioso, e tale da innescare una reazione di lotta o di fuga.
Di fronte ad un avvenimento, o ad una serie di avvenimenti, che la persona qualifica come sgradevoli, l’organismo avverte una sensazione di pericolo, e mette dunque in moto una serie di reazioni di allerta, che producono effetti anche facilmente avvertibili, quali respiro più affannoso, aumento dei battiti cardiaci, secchezza delle fauci, acidità gastrica, ipertensione, sudorazione, ecc. In questo modo l’organismo si prepara a far fronte all’evento stressante ed a superarlo.

Quando l’evento è di breve durata, (es. superamento di un esame, evitamento di un incidente), lo stress assume carattere di occasionalità ed è un nostro alleato, (eustress), perché ci permette di far fronte al problema in modo tempestivo ed appropriato. Peraltro, dopo che il sistema corpo-mente si è attivato per dare il massimo ed il problema è stato in qualche modo superato, la persona ritorna, in tempi generalmente brevi, ad uno stato di normalità.

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I problemi invece sorgono quando il soggetto percepisce se stesso come esposto continuamente a situazioni problematiche che considera troppo numerose, troppo pesanti e troppo prolungate. In questo caso lo stress non è occasionale, ma si cronicizza, (distress), e diventa il nostro peggiore nemico, poiché pone la persona in uno stato continuo di allerta, impedendo all’organismo distensione e riposo, e determinando un enorme dispendio di energie.
Quegli stati di attivazione che un evento stressante genera occasionalmente sull’organismo (dilatazione delle pupille, incremento dei battiti cardiaci, degli atti respiratori e della pressione arteriosa, aumento della sudorazione e dei livelli di cortisolo, diminuzione della resistenza gastrica, ecc.), a fronte di uno stress ormai cronicizzato, si imprimono nel tempo nel sistema corpo-mente, che viene in qualche modo “modellato” secondo questi imput negativi, e si comporta di conseguenza.

In queste condizioni è molto facile ammalarsi: le malattie psicosomatiche non sono altro che una forma di “scarico” delle emozioni negative, continuamente trattenute e non elaborate, che infine vanno a sfogarsi sul corpo, in seguito all’attivazione delle sopra riferite dinamiche.
Rientrano tra le malattie psicosomatiche un grande numero di malesseri e patologie, dai problemi all’apparato digerente (gastrite, ulcera, colon irritabile, stipsi), a quelli dell’apparato respiratorio (asma, dispnea, sindrome iperventilatoria), da quelli all’apparato cardiovascolare (ipertensione, aritmie, tachicardia), a quelli all’apparto tegumentario (acne, psoriasi, sudorazione profusa), da quelli all’apparato muscolo scheletrico (cefalea tensiva, crampi muscolari, artrite, lombalgie), alle situazioni di indebolimento del sistema immunitario, con tendenza alle infezioni ricorrenti nell’apparato respiratorio e genito-urinario.

Per prevenire l’insorgenza di queste problematiche, ed anche per attenuarne le conseguenze quando esse si sono già manifestate, è di grande utilità l’esecuzione periodica di tecniche di rilassamento, che consentono al cervello di sintonizzarsi su livelli di coscienza più profondi e sottili, (onde alfa), recuperando l’energia dispersa e ponendo la persona nella condizione ideale per “riprogrammare” le proprie potenzialità in modo più salutare e costruttivo.
Le tecniche di rilassamento, che vanno proposte dall’operatore in base alle specifiche esigenze di ciascuno, permettono di recuperare la calma perduta, riducendo considerevolmente l’ansia e le sue varie manifestazioni, di ottenere sonni più tranquilli, di stabilizzare l’umore, di incrementare l’autostima e di costruire, nel tempo, un atteggiamento mentale più positivo e fiducioso nelle proprie possibilità.